Turismo a Montecatini, Spampani: “Subito una DMO per governare l’overtourism”

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16/04/2023

Montecatini, aprile ’23. “Mentre incalza in tutta Italia l’overtourism, con la Toscana presa d’assalto anche nell’ultimo break pasquale, Montecatini rischia di non cogliere tutte le opportunità per la carenza di strumenti adatti a gestire sia questo fenomeno che i flussi ordinari. Serve subito una DMO per governare un segmento che è linfa per il Pil territoriale”. È la posizione, limpida, del presidente di Confcommercio Pistoia e Prato Gianluca Spampani, intervistato da La Nazione sulla questione del rilancio della città.

Presidente, passata la Pasqua è già tempo di bilanci: il turismo esplode, ma a Montecatini c’è la percezione di viverlo di riflesso?

“È così. Quel che è accaduto lo scorso weekend è sotto gli occhi di tutti: città d’arte, lidi e montagne letteralmente presi d’assalto, con le prime, da Firenze in poi, sul punto di esplodere per la quantità di presenze. È una domanda che torna forte dopo anni complessi e che, se non governata, può sovrastarci. Oggi Montecatini è spettatrice di questa dinamica. Noi vorremmo che diventasse protagonista, ma ci sono due nodi da sciogliere”.

 

Quali?

“Da un lato bisogna invertire il paradigma ormai consunto in forza del quale la città si limita ad intercettare quello che gli altri centri attraggono. Il passaggio da aggregatore di flussi esterni a destinazione turistica stabilmente desiderabile non è banale, ma si può fare. Dall’altro, nell’immediato Montecatini è carente degli strumenti più idonei a gestire in modo performante gli arrivi: stando così le cose i pernottamenti restano risorsa sterile, che non genera ricadute di valore autentiche sul territorio. È evidente che serva un click”.

Confcommercio preme da tempo sul tasto della managerialità

“Lo sosteniamo da mesi e ci crediamo a tal punto da averne fatto una degli assi portanti del nostro Piano strategico di competitività per Pistoia e Prato. Pensandola come una corsa a ostacoli, potremmo dirci che dopo un lungo periodo di salti obbligati ci troviamo finalmente di fronte a una parte liscia. Noi pensiamo che il momento sia ora: serve uno sprint per creare un’architettura organizzativa capace di assicurare performance di livello da ora ai prossimi anni. C’è bisogno al più presto di una DMO e, quindi, di managerialità e progettualità condivise, questioni fino ad oggi inedite per il territorio. Dobbiamo costruire un prodotto che determini una rete di soggetti uniti, dinamici e proattivi”.

Quanto è difficile trasformare queste traiettorie in pratica?

“Se volgiamo lo sguardo a contesti limitrofi, in realtà, ci accorgiamo che l’impasse è superabile. Città toscane che presentano caratteristiche analoghe a quelle di Montecatini, e anche territori diversi, sono riuscite a fare sintesi intorno a progetti di rilancio condiviso e hanno sortito risultati eccellenti. Creare quella rete di condivisione a cui accennavo è fondamentale: noi ci stiamo provando mettendo a sedere, da settimane, decisori pubblici e privati per individuare il punto di caduta e agire. A Montecatini, peraltro, le risorse che provengono dalle tasse di scopo autorizzano a credere ancora di più in questo futuro”.

Che ruolo possono assumere le Terme, in tutto questo?

“Su questo snodo occorre essere chiari. Il loro recupero è senz’altro fondamentale in termini di immagine, ma chi pensa che questa partita possa risolversi in tempi ristretti, determinando ricadute positive per il turismo, secondo noi commette un errore. La relazione del commissario giudiziale, per chi non l’avesse capito, certifica questa complessità. Montecatini deve manifestarsi come polo attrattore per la sua capacità di lavorare sul turismo slow, sugli eventi, sulle manifestazioni sportive. In quest’ottica, le Terme diventano valore aggiunto di un sistema che funziona autonomamente e non un’isperata ancora salvifica”.