GREEN PASS: PUBBLICI ESERCIZI ANCORA NELL’OCCHIO DEL CICLONE

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23/07/2021

“Ristoratori e gestori di pubblici esercizi messi a svolgere il ruolo di controllori.  

Norme che evidenziano l’assoluta distanza fra chi è chiamato a prendere le decisioni e chi, invece, nella quotidianità porta avanti un’attività imprenditoriale. 

Il caos regna sovrano e il prezzo più caro è ancora una volta pagato dai nostri settori.” 

 

Così Fipe-Confcommercio commenta il Nuovo Decreto Covid che entrerà in vigore a partire dal prossimo 6 Agosto, limitando l’accesso ad alcune attività solo ai possessori di Green Pass. 

 

“È chiaro ormai che la strada intrapresa dal Governo è quella di incentivare le vaccinazioni introducendo l’obbligatorietà della certificazione verde per poter accedere a locali e servizi. 

Un’azione comprensibile nell’ottica di convivere con il virus ma i pubblici le aziende non possono essere caricati di responsabilità non loro. Il settore è di nuovo nell’occhio del ciclone. 

 

Stiamo aspettando le interpretazioni sui dettagli di alcuni punti inseriti nel Decreto ma, di fatto, viene nuovamente chiesto ai titolari di farsi carico di oneri che non dovrebbero competere a loro, allo scopo di diffondere la campagna vaccinale. 

 

Come? Attraverso la verifica del Green Pass che – da una prima interpretazione normativa – appare già contraddittoria. 

 

Si parla addirittura di riscontrare l’identità dei clienti chiedendo loro di mostrare il documento di riconoscimento. Funzione che per sua natura potrebbe essere svolta solo dai pubblici ufficiali e che rischia di portare non pochi problemi agli esercenti di fronte a clienti portato a mostrare i propri dati sensibili. 

 

Il controllo è infatti attribuito può al gestore dell’attività  o  un suo  delegato i quali, però, per farlo devono essere a loro volta muniti di pass. Chi ha il vaccino prenotato per settembre, quindi, sarà tenuto per tutto il mese di agosto a fare tamponi su tamponi (e a sostenere i relativi costi) se vuole continuare a lavorare. 

Per non parlare di quanto questo limite – visti i tanti cittadini non ancora vaccinati – abbia ricadute negative sul fronte del turismo. 

 

Ma non si tratta dell’unica contraddizione. Se da una parte, l’impatto di tale obbligo è stato limitato al consumo al tavolo all’esterno, dall’altra lo stesso comporta delle criticità non indifferenti per le imprese. Chi ordina e chi consuma al bancone non deve mostrare il pass, chi invece si siede si.  

Com’è possibile gestire e organizzare il controllo dei flussi? 

 

È questa la principale difficoltà per le imprese, un aspetto non di poco conto, al quale però il Governo ha dimostrato nuovamente di non interessarsi mettendo in evidenza non solo di non interessarsi alle dinamiche del lavoro, ma anche l’indifferenza nei confronti di un settore già piegato dalla pandemia.”