Ripartenza difficile per Montecatini. Pieri: serve sostegno alle imprese
“Montecatini sta vivendo una fase di ripartenza complicata dovuta soprattutto all’assenza dei consueti flussi turistici.
Noi imprenditori non molliamo e ci arricciamo le maniche fra nuove regole e scenari che cambiano, ma tutta la nostra passione non basta.
Lo Stato deve farci sentire il proprio sostegno concretamente con misure che siano realmente in linea alle esigenze delle imprese: parlo di canoni di locazione, cassa integrazione, liquidità e una tangibile riduzione della tassazione”.
Si apre così l’intervento di Nicola Pieri, presidente della delegazione Confcommercio di Montecatini Terme, il quale fotografa la situazione di una città che, dopo la fine del lockdown, sta cercando di muovere i primi passi verso il proprio futuro.
“È innegabile che una città a vocazione turistica come Montecatini Terme stia soffrendo più di altre realtà in questa prima fase di riaperture.
Il turismo muove gran parte dell’economia locale a partire dalle strutture ricettive fino alle attività commerciali.
Non solo: il settore dà occupazione a molti cittadini che oggi, con gli hotel chiusi o con l’attività ridotta al minimo, si trovano a disporre di meno risorse e, conseguentemente, di una minore capacità d’acquisto.
Resta inoltre ancora irrisolto il nodo delle Terme, una ferita che in questo momento fa ancora più male e che necessita di decisioni certe seppur dolorose. Serve un piano di rilancio concreto che vada oltre l’assistenzialismo e che sia in grado di ridare a uno dei simboli del territorio, il valore e il potenziale che gli spetta.
C’è inoltre il problema della cassa integrazione che troppo spesso non arriva sul conto di chi ne ha diritto, così come molti contributi spettanti alle aziende, e ci sono le criticità nei rapporti con i proprietari dei fondi che, nonostante le evidenti difficoltà delle aziende, non concedono sconti.
In questo contesto viene a mancare una guida che abbia una vera e propria visione a livello di Paese.
Le Istituzioni ci rimandano a un surplus di burocrazia che non fa che affaticare le attività già duramente provate, e a linee guida approssimative che mettono l’imprenditore nella condizione di fare scelte con il timore di sbagliare.
Quello di cui abbiamo bisogno sono certezze e sostegni reali.
La politica, a tutti i suoi livelli, deve prendersi le proprie responsabilità e decidere da che parte andare.
Bene far ripartire gli aerei e consentire i viaggi ma se ciò è permesso, possono essere riviste anche alcune restrizioni a cui attualmente devono sottostare le aziende.
Noi siamo pronti a metterci in gioco per far rivivere la nostra città, puntando sulla digitalizzazione dei servizi e valutando nuove strade verso le quali muoverci.
Sta allo Stato sostenerci negli investimenti che ci troviamo a fare. Non solo per muovere i primi passi ma per poter veramente parlare di ripartenza e di futuro”.