A Prato cresce la somministrazione, ancora in difficoltà il commercio

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22/02/2020

È negativo il saldo fra le aperture e le chiusure delle attività del commercio di Prato negli ultimi 11 anni.

Dal 2008 il centro storico conta 62 imprese in meno (-7%) nel settore e perde 16 unità (-2%) nelle zone circostanti.

In crescita invece il settore turistico che chiude il 2019 con 44 aziende in più del 2008 (+10%) fra le sue mura fra bar, ristoranti e alberghi e addirittura 184 (+36%) è il saldo al di fuori.

A dirlo è l’indagine svolta dall’ufficio Studi di Confcommercio Imprese per l’Italia che ha analizzato l’evoluzione delle attività commerciali, turistiche e dei servizi dal 2008 al 2019 in 120 città italiane.

Risulta evidente come, sia a livello locale che nazionale, il commercio continui a scontare il prezzo della crisi economica che ha colpito il territorio e i suoi settori produttivi, incidendo sulle dinamiche di sviluppo della città.

In particolare a Prato negli ultimi 11 anni a soffrire di più sono state le attività all’interno delle sue mura rispetto alle altre: qui chiudono in negativo le attività di vendita di carburante per autotrazione (-54%), il commercio di articoli culturali e ricreativi (-27%), gli esercizi non specializzati (-14%), la vendita di prodotti ad uso domestico (-12%) e di altri prodotti in esercizi specializzati (-11%).

Nelle altre zone, invece, registrano una perdita le attività di vendita di articoli culturali e ricreativi (-85%), gli esercizi non specializzati (-55%), il commercio di prodotti ad uso domestico (-23%), la vendita di altri prodotti in esercizi specializzati (-9%) e le farmacie (-9%).

Positivi sono invece i dati del settore della somministrazione che riscontra segnali di sviluppo e una decisiva diffusione di bar e ristoranti. Nell’area centrale della città il saldo è di 30 pubblici esercizi in più rispetto al 2008 (+8%); nelle aree circostanti sono 159 le attività in più (+35%).

Focalizzando l’attenzione sull’ultimo triennio – 20016-2019 – vediamo confermato il trend positivo per il turismo contrapposto alla persistente presenza delle difficoltà per il commercio, nonostante i numeri siano ben differenti rispetto allo studio sul 2008.

Le città iniziano infatti a frenare la perdita di attività e, in alcuni casi a recuperare: nelle mura il commercio si frena la discesa che ha caratterizzato gli anni precedente, fermandosi ad un saldo di -29 aziende (-3%), accompagnato da quello delle altre aree pari a -18 (-2%).

Le attività di somministrazione confermano un saldo positivo invertendo però la tendenza presentata negli ultimi 11 anni con 7 bar e ristoranti in più in centro (+15%)  aziende in più in centro e 6 nelle altre zone della città (+11%).

Crescono anche le strutture ricettive: dal 2008 sono 26 le unità in più (+49%) fuori dal centro di cui 6 nell’ultimo triennio (+11%). Nel centro storico il saldo è di 14 strutture in più (+28%)  di cui 7 dal 2016 (+15%).

Commento di Tiziano Tempestini, direttore di Confcommercio Pistoia e Prato:

 

“Le conseguenze della crisi economica hanno segnato in modo profondo il commercio pratese, nel centro storico come negli altri quartieri della città.

Sono infatti evidenti gli effetti portati da vent’anni di politiche di liberalizzazione, dall’affermazione della grande distribuzione e dalle evoluzioni digitali che hanno ridisegnato nuove dinamiche di acquisto.

 

Inoltre le aziende sono soggette a sempre più costi burocratici e fiscali e per garantirsi reddittività hanno bisogno di ricavi per superiori rispetto al passato.

 

In questo contesto è indispensabile, se vogliamo sostenere una ripresa del commercio locale, che le istituzioni agiscano su tutti i livelli – locale e nazionale – per alleggerire le attività economiche dal peso fiscale dei tributi che continua a ostacolarne lo sviluppo, diventando sempre più insostenibile per la singola azienda.

Il solo atteggiamento di apertura degli imprenditori di fronte alle evoluzioni del mercato non può bastare per risollevare il settore.

È infatti necessario progettare e realizzare azioni da parte delle istituzioni e dei partner locali per valorizzare i negozi di vicinato e la “città che lavora”.

 

Una nota positiva è data dalla crescita delle attività di somministrazione sia in centro che fuori: segno della vitalità ancora presente nell’imprenditoria pratese che, nel decennio come negli ultimi 3 anni, si rende protagonista della riqualificazione della città.

 

È questo il momento in cui dare un cambio di rotta e fare in modo che tutti i settori dell’economia cittadina lavorino insieme per la propria crescita e per lo sviluppo del territorio.

 

In quest’ottica l’Associazione, insieme al gruppo di imprenditori del centro storico di Prato, ha individuato 6 linee guida da presentare in occasione del prossimo consiglio comunale aperto e sulle quali costruire una progettualità condivisa che guardi a tutti gli aspetti fondamentali per Prato, le sue imprese, i suoi abitanti e i suoi frequentatori.

 

Parliamo di decoro urbano, di sosta, di valorizzare eventi e iniziative in città (e non solo nel suo centro) ma anche di riportare alcune funzioni fondamentali dentro le mura e di realizzare un calendario annuale di attività.

Inoltre vogliamo che Prato trovi una sua identità dal punto di vista turistico e i numeri della ricerca ci dicono che è una strada che può essere percorsa con successo, visto l’aumento di strutture ricettive e di somministrazione in tutte le zone.

 

È quindi fondamentale nell’ottica di uno sviluppo dell’economia cittadina nel suo complesso, realizzare iniziative condivise che guardino a uno sviluppo integrato fra imprese e rigenerazione urbana e che coinvolgono diversi partner attivi sul territorio”.