Prato, Pasqua con qualche freno per la ristorazione
Pasqua 2022 parla di ripresa sul fronte dei viaggi e degli spostamenti, ma resta qualche ombra per il settore della ristorazione.
Ancora non si toccano i valori pre-pandemia: rispetto allo stesso weekend del 2019, le previsioni per la maggior parte delle attività della provincia di Prato segnano in media un -30%.
A dirlo è un’indagine svolta da FIPE-Confcommercio, la Federazione in rappresentanza dei pubblici esercizi della provincia di Prato, fra le proprie imprese associate, che ha rilevato come un 70% degli intervistati si stia preparando a numeri inferiori rispetto a quelli del 2019.
Complice di questo rallentamento della ripresa, la voglia di tornare a viaggiare nei primi tre giorni di festa dopo l’inverno e, soprattutto, dopo l’allentamento delle restrizioni.
Ma non solo. A contribuire sono le nuove abitudini delle famiglie che in questi ultimi due anni hanno portato a vivere di più la casa anche come luogo di ritrovo, oltre all’aumento dei costi fissi che dall’inizio dell’anno pesa nelle tasche dei consumatori. Quest’ultimo, infatti, è stato rintracciato da oltre il 40% degli intervistati come la causa principale del freno alle prenotazioni, seguito dagli strascichi della pandemia (20%).
In ogni caso la voglia di stare insieme nei giorni di Festa c’è e oltre il 70% dei ristoranti hanno già ricevuto numerose prenotazioni, occupando oltre il 60% dei posti a disposizione.
I clienti sono – come da tradizione – soprattutto famiglie provenienti dalla provincia di Prato o dai territori limitrofi.
“Sono cambiate le abitudini dei clienti: se negli anni pre-pandemia chiudevamo le prenotazioni per le giornate di Pasqua e di Pasquetta con largo anticipo, oggi è diventato impossibile – afferma Tommaso Gei, presidente FIPE Confcommercio Prato.
Le variabili che intervengono sono numerose e un ruolo determinante lo giocano gli ultimi due anni di emergenza sanitaria. Chiusure e limitazioni hanno portato tutti a fare meno programmi a lungo termine e a prendere decisioni last-minute con pochi giorni di preavviso.
Certo è che la voglia di riprendere le proprie abitudini e di stare fuori cresce e si fa sentire, e questo ci lascia ben sperare.
Come abbiamo detto più volte, era fondamentale dare continuità al lavoro evitando stop forzati per mettere nelle condizioni i clienti di tornare a frequentare i locali con meno straordinarietà.
Quindi, se da una parte non tocchiamo ancora i livelli del 2019, da un’altra ci sono le basi su cui costruire una vera e propria ripresa.
Il nostro settore ha voglia di guardare avanti con sempre maggiori libertà.”