TARI A QUARRATA: PERCHÉ IL COMUNE NON ADOTTA LE MISURE PREVISTE DAL GOVERNO?

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25/05/2021

“Nessuno sconto per la Tari a Quarrata: scadenze imminenti anche per le attività ancora sospese per le misure anti-contagio. 

Inutile parlare di ripartenza se non remiamo tutti nella stessa direzione. 

Perché l’Amministrazione non mette in atto le misure previste dallo Stato a sostegno delle imprese?” 

È questa la domanda con cui Confcommercio apre la propria riflessione su uno dei temi che negli ultimi mesi è stato al centro del proprio lavoro. La tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che le aziende si trovano a pagare nonostante siano state chiuse e nonostante non abbiano prodotto rifiuti. 

Non è bastata la proroga della data per la definizione delle tariffe al 30 Giugno, né la predisposizione di un fondo dedicato – peraltro atteso – a coprire almeno parte delle spese del servizio da parte del DL Sostegni Bis. 

Proprio in questi giorni a Quarrata le imprese stanno ricevendo gli avvisi per il pagamento della prima rata della Tari con scadenza al 31 maggio, e della seconda fissata per il 31 Agosto. 

Avvisi che arrivano con pochissimo anticipo e, per di più, a cifra piena, senza l’applicazione di alcuna riduzione che, invece, le misure emanate dal Governo prevedono. Come se l’Amministrazione non tenesse conto di quanto è accaduto negli ultimi 19 mesi e, ancor peggio, senza alcuna sensibilità per le dinamiche ancora in corso. 

Aziende e professionisti del terziario sono tutt’oggi in attesa della data per poter tornare a lavoro, altri non hanno ancora ripreso a pieno, altri ancora stanno facendo i conti con la mancata liquidità di questi mesi. 

La ripartenza infatti è in corso ma siamo lontani dal dichiararla avviata e, soprattutto, dal renderla tangibile per le nostre attività. Com’è possibile non rendersi conto di tutto questo? 

A più di un mese dalla data di scadenza per l’effettiva definizione delle tariffe il Comune – ripetendo la dinamica dello scorso anno – ha deciso di far pervenire le bollette alle utenze. E sulla base di cosa? Forse di un servizio di cui non hanno usufruito a pieno vista la mancanza della produzione di rifiuti. 

Adesso non è sufficiente la promessa di uno sconto sul saldo di fine anno. Il problema è riuscire a sostenere determinati costi in questa fase, con gli avvisi già emessi (e sui quali non è possibile fare passi indietro). 

Lo avevamo detto e lo ribadiamo: non ci fermeremo fino a che non saremo ascoltati. Il terziario è stato il settore più colpito dalla pandemia e si trova a vivere una crisi senza precedenti. 

Ci aspettiamo che l’Amministrazione comunale recepisca al più presto le direttive del Governo e faccia un gesto responsabilità nei confronti delle imprese e dello stesso territorio”.